Possiamo dircelo chiaramente; se pensavate che One Piece fosse “solo” una storia di pirati che rincorrono un fantomatico tesoro (il One Piece) e si danno mazzate dalla mattina alla sera, probabilmente avete vissuto dentro una botte alla deriva negli ultimi 25 anni. Eiichiro Oda non è un semplice mangaka, ma un vero e proprio architetto della nona arte, che costruisce il suo mondo mattone dopo mattone, usando i miti e le leggende della nostra realtà come fondamenta.
Noi tanuki, ovviamente, siamo andati a scavare per voi tra le fonti ufficiali così da potervi raccontare da dove arrivano i pezzi di questo bellissimo puzzle. A questo proposito, tenetevi forte perché il viaggio tra i miti per arrivare al One Piece è più profondo di quanto pensiate.
(ATTENZIONE SPOILER – LEGGETE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO!)
Il Dio del Sole e i Tamburi della Liberazione
Partiamo subito con il botto: il Gear 5. Quando è spuntato fuori il “Dio del Sole Nika“, molti hanno pensato ad una trovata dell’ultimo minuto (senza contare l’aver storto il naso per lo stile alla Looney Toons a cui invece proprio Oda si è ispirato). E invece non è così! Nika incarna il concetto universale della divinità solare che porta gioia e libertà. Il legame con Joy Boy è un richiamo palese al folklore caraibico (ripreso anche da Lafcadio Hearn, famoso per i suoi scritti sul Giappone), dove una figura simile usava il ritmo per scacciare l’oppressione. Quei “Tamburi della Liberazione” che sentiamo nel petto di Luffy sono l’essenza stessa della resistenza dei popoli, trasformata in un potere che definire “pazzo”, ma al tempo stesso esaltante, è dire poco.
Armi Ancestrali: dalla Grecia con furore e non solo
Pluton, Poseidon e Uranus. Se siete stati attenti durante le lezioni di epica, sapete che Oda ha praticamente saccheggiato l’Olimpo.
Poseidon è il richiamo diretto al dio del mare, ma con il plot twist di essere una principessa sirena gigante (tipico dello stile Oda).
Pluton richiama il dio degli inferi, perfetta per una nave capace di radere al suolo il mondo, nascosta nelle profondità di Wano.
Uranus, il cielo. Qui il mistero si infittisce: molti fan (ma effettivamente anche io!) sospettano che l’arma usata da Imu per cancellare Lulusia sia proprio lei. Certo, per attivarla è servita la Mother Flame (la “benzina” creata da Vegapunk), ma quell’ombra gigantesca che sputa laser dal cielo urla “Uranus” da ogni poro.
Benvenuti a Elbaf (o dovremmo dire Valhalla?)
Se leggete “Elbaf” al contrario viene fuori “Fable” (favola), ma l’ispirazione qui profuma di idromele e asce bipenni. I giganti di One Piece sono i Vichinghi della Rotta Maggiore. Tra il principe Loki (chissà se sarà infido quanto l’originale norreno) e quell’albero enorme che svetta all’orizzonte (Yggdrasil vi dice nulla?) Oda sta costruendo il suo personale Valhalla dove l’onore conta più della vita (cosa che abbiamo già visto durante lo scontro infinito da Brogi e Dori sull’isola di Little Garden).
Wano: una lettera d’amore al folklore di casa
In una saga ambientata nel “Giappone” di One Piece, Oda non si è limitato ai richiami estetici, ma ha attinto a piene mani dll folklore nazionale. Se Kaido richiama le divinità dei fiumi e Yamato l’antico lupo protettore, è nei dettagli della storia che il genio brilla davvero. Momonosuke che guida la riscossa è un tributo a Momotaro, mentre il sacrificio di Kozuki Oden nel calderone è la trasposizione epica di Ishikawa Goemon, il ladro leggendario che tentò di salvare il figlio nello stesso modo.
Ma il riferimento mitologico più potente Oda lo ha nascosto (neanche troppo!) in Edward Newgate. Sebbene a Wano ci sia una volpe magica che richiama Benkei, il vero erede del monaco guerriero è Barbabianca. La sua morte a Marineford, restando in piedi nonostante le ferite mortali, è la copia speculare della “Morte in piedi di Benkei”. Come il monaco leggendario che protesse il suo signore su un ponte diventando un bersaglio umano, Newgate muore proteggendo i suoi “figli”, trasformando il suo corpo in un monumento indistruttibile alla lealtà.
E non è tutto! Anche le tecniche di combattimento si tingono di mito: pensate allo stile a tre spade di Zoro, con i suoi richiami costanti ai regni buddhisti (l’ Asura vi dice niente?). Ogni fendente non è solo forza bruta, ma una danza spirituale che attinge direttamente alla cosmologia orientale, trasformando lo scontro in una lezione di storia e religione.
Leggende universali per cuori ribelli
Che altro posso dirvi alla luce di questo viaggio fra le leggende? Posso dirvi che la vera magia non è copiare un mito, ma renderlo attuale trasformandolo in un linguaggio universale che chiunque può sentire suo. Oda usa le leggende per parlarci di libertà, di sogni e di lotta contro l’oppressione di qualunque origine sia. Che si ispiri a Sun Wukong (il Re Scimmia) per Luffy o alla Divina Commedia per la struttura di Impel Down, il risultato è lo stesso: una storia universale che ci insegna a non abbassare mai la testa.





