Diciamocelo, quando si pensa al Giappone vi vengono subito in mente templi, ciliegi in fiore, anime, manga e insegne al neon, vero? Eppure c’è un dettaglio che molti finiscono per fotografare, compresi noi, quasi senza accorgersene: i tombini. Sì, avete letto bene e molti già ne saranno a conoscenza, specialmente se siete stati in Giappone. Qui infatti basta abbassare lo sguardo per trovare vere e proprie opere d’arte in ghisa, decorate con fiori, castelli, animali, festival tradizionali e perfino personaggi di anime e videogiochi. Ma come è nata questa curiosa tradizione?
Dovete sapere che tutto ebbe inizio alla fine degli anni ‘70. Con l’espansione della rete fognaria nazionale, molte amministrazioni si trovarono davanti a una sfida: come raccontare ai cittadini un’opera tanto importante (e anche molto costosa!) che, una volta terminati i lavori, sarebbe rimasta completamente nascosta sotto i loro piedi? La risposta fu sorprendentemente semplice, ovvero trasformare i tombini in un simbolo dell’identità locale. Geniale, no?

Ogni comune iniziò quindi a scegliere un disegno rappresentativo del proprio territorio. In molti casi furono gli stessi cittadini a proporre o votare il progetto, dando vita a tombini che raccontano la storia, la natura e le tradizioni della zona. Ancora oggi ne esistono oltre 12.000 modelli diversi, rendendo quasi impossibile trovarne due identici durante un viaggio attraverso il Paese.
Negli ultimi anni, tra l’altro, questa forma d’arte urbana si è evoluta ulteriormente. Oltre ai classici motivi floreali e paesaggistici sono comparsi tombini dedicati a personaggi famosi della cultura pop. I più celebri sono i Poké Lid, installati in diverse prefetture per promuovere il turismo, ma non ci sono solo Pokémon infatti potete trovare anche Gundam, Sailor Moon e altre serie amate dai giapponesi e non solo!
Per molti viaggiatori la ricerca dei tombini è diventata una vera e propria caccia al tesoro. Alcuni organizzano addirittura gli itinerari per fotografarne il maggior numero possibile, scoprendo città e quartieri che difficilmente avrebbero visitato seguendo i percorsi turistici più classici (magari poi non immortalerete tutti i tombini, ma seguendo questa idea potrete ammirare altre meraviglie nascoste che non pensavate di trovare). Quando sarete in Giappone, quindi, ricordatevi di guardare anche per terra. Potreste imbattervi in quello che possiamo considerare un vero e proprio piccolo capolavoro capace di raccontare molto sulla città che stiamo visitando.
Dal taccuino dei tanuki
Quasi dimenticavo, se volete iniziare la vostra personale “caccia ai tombini”, sappiate che esistono strumenti dedicati ai collezionisti.
Manhole Card: sul sito ufficiale del progetto GKP trovate la mappa completa dei tombini che hanno una relativa Manhole Card, una carta da collezione gratuita distribuita dai comuni aderenti. Ogni card racconta la storia del disegno e indica dove trovare il tombino.
Manhole GO (iOS) e マンホールカードマップ (Android) permettono invece di localizzare i tombini, segnare quelli già visitati e pianificare un vero itinerario da collezionista.
Magari il vostro prossimo o futuro souvenir dal Giappone sarà la foto di un tombino! L’avreste mai detto?





