Immaginate di svegliarvi una mattina e trovare davanti alla porta di casa una strana creatura con il corpo di un bue e il volto di un uomo. Niente paura: non è ancora il momento di chiamare un esorcista, anzi prima di tutto chiedetegli cosa succederà domani.
Secondo la tradizione giapponese, infatti, il Kudan (件), poiché è di questo misterioso yōkai che stiamo parlando, aveva una caratteristica decisamente particolare: conosceva e prediceva il futuro e non diceva mai il falso.
Il Kudan compare nelle tradizioni popolari giapponesi soprattutto tra la fine del periodo Edo e l’età moderna. La creatura sarebbe nata occasionalmente, spesso in circostanze misteriose, e avrebbe avuto una vita brevissima. Prima di morire, però, avrebbe sempre pronunciato una profezia: guerre, epidemie, carestie, calamità o periodi di prosperità. Per dirla chiaramente un oracolo a tutti gli effetti, ma con una pessima aspettativa di vita.
Una delle testimonianze più interessanti risale al 1836, quando una kawaraban raccontò l’apparizione di un Kudan nella provincia di Tango. Ma cos’era una kawaraban? Non un antico tomo, come talvolta si legge: era piuttosto un foglio illustrato, stampato con la tecnica di incisione della xilografia e diffuso tra la popolazione per raccontare notizie, eventi straordinari, calamità e curiosità. Una specie di antenato popolare del giornale.
E quella sul Kudan era, a tutti gli effetti, una notizia da prima pagina!
Secondo il foglio, la creatura aveva annunciato un periodo favorevole e la sua immagine poteva essere esposta in casa come protezione contro le disgrazie.

La storia, però, non finisce nell’Ottocento. Nel 1921, il folklorista Minakata Kumagusu raccolse a Wakayama un racconto ancora più curioso. Secondo la testimonianza, alcuni decenni prima sarebbe nato un Kudan nella casa di una famiglia di pescatori. Questo già di per se era qualcosa di impensabile, ma poi venne aggiunto un dettaglio ancora più inquietante, ovvero la creatura sarebbe stata tenuta e allevata in una gabbia. Aveva un corpo umano e un volto simile a quello di un bue e, secondo chi raccontava la storia, ciò che diceva non conteneva mai menzogne, mai.
Del probabile yokai tuttavia, nessuna fotografia. Nessun esemplare conservato. Solo una testimonianza raccolta e messa per iscritto.
Il Kudan comunque continuò a comparire nelle storie popolari anche durante il Novecento. Alcune testimonianze lo collegavano addirittura alle guerre e alle epidemie. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale infatti, circolavano racconti di Kudan comparsi in diverse zone del Giappone per predire l’andamento del conflitto.
Successivamente nel 1973, durante una ricerca folkloristica nella prefettura di Okayama, gli studiosi si imbatterono in una situazione quasi comica: ogni villaggio, in cui passavano, indicava il villaggio vicino come luogo d’origine del Kudan. Cambiavano anche le profezie: una guerra, un’epidemia, un grande raccolto, un forte vento. Insomma, il Kudan sembrava avere parecchi indirizzi, ma nessuno sembrava averlo visto davvero.
Leggenda o realtà?
Il Kudan non è mai stata una creatura realmente esistita, possiamo affermarlo quasi con certezza (solo quasi!). Tuttavia le testimonianze sono reali, sono state raccolte, pubblicate e conservate in archivi e raccolte di folklore giapponese. Probabilmente il Kudan non prediceva il futuro. Forse erano gli uomini, in tempi di guerra, epidemie e calamità, ad aver bisogno di qualcuno che lo facesse, per dare un volto, una spiegazione e magari persino un senso a ciò che stava per accadere.
Credo sia per questo che, ancora oggi, quando si parla del Kudan, resta una domanda dalla difficile (magari non per tutti) risposta:
“se domani sapessimo già cosa accadrà, vorremmo davvero saperlo?“





