Kyoto e Nara, lo sappiamo, sono tra le mete più amate del Giappone. Meravigliosi templi antichi, le geishe, misteriose ed affascinanti custodi della cultura giapponese e poi ancora i cervi kawaii. Tutti scenari da cartolina, che richiamano ogni anno milioni di persone. Ma, se ci pensate, il rovescio della medaglia è evidente: un turismo sempre più difficile da gestire, che pesa sui residenti, sul patrimonio culturale e naturale, ma anche sul turismo stesso.
Partiamo da Kyoto. Il fascino senza tempo dei templi convive con l’affollamento quotidiano. Un sondaggio condotto dal comune ha rivelato che 9 residenti su 10 si dichiarano infastiditi dall’eccessiva presenza di turisti sui mezzi pubblici, soprattutto autobus e treni diretti verso le zone più famose, spesso presi d’assalto anche da chi non ha un itinerario chiaro o non sa bene come orientarsi.

Nel quartiere di Gion, cuore della tradizione delle geishe, la pressione è tale che alcuni vicoli privati sono stati chiusi ai visitatori (questo ormai già dal 2024). Pensiamo solo ai troppi “fotografi” invadenti e comportamenti poco rispettosi che hanno esasperato gli abitanti (ma non solo loro!). Anche l’aumento dei prezzi, la sostituzione dei negozi storici con attività rivolte quasi solo ai turisti e il rumore notturno stanno cambiando il volto della città.
Le autorità locali hanno risposto con misure concrete: tasse di soggiorno più alte, divieti di accesso in certe strade e campagne per promuovere itinerari alternativi.
Nara dal canto suo vive un problema diverso, ma altrettanto serio. I famosi cervi del grande parco (si, sono cervi e non daini!), considerati messaggeri divini e lasciati liberi di circolare, stanno aumentando di numero. Oltre 1.400 esemplari nel 2025, ovvero il record degli ultimi anni, come confermato da Science Japan. Questa crescita poi non è priva di conseguenze, infatti non per spaventarvi ma i cervi possono ospitare parassiti come le zecche, capaci in certe condizioni di trasmettere agenti patogeni.
L’interazione costante con i turisti, quindi, amplifica i rischi: nel 2024 ci sono stati più di 150 incidenti dovuti a comportamenti scorretti, c’è infatti chi tira troppi cracker per provocare l’animale, chi insiste nel toccarli o accarezzarli. Inoltre, la dieta dei cervi è sempre più alterata: gli “shika senbei” (biscotti speciali fatti di riso), pensati solo come “spuntino”, sono spesso invece usati come principale fonte di cibo. A questo si aggiunge il problema dei tanti, troppi rifiuti. La plastica ingerita per errore ha già causato la morte di diversi animali.
Le fondazioni locali e il comune, a tal proposito, stanno intensificando i cartelli informativi in varie lingue, così come le campagne educative, ma il problema resta vivo.

Quello che succede a Kyoto e Nara però, a mio parere, non è una situazione irreversibile, a patto che si agisca. Queste città hanno molto più da offrire rispetto ai soliti circuiti standardizzati, fidatevi. Eppure, la maggior parte dei visitatori, così come i tour operator, concentra le proprie tappe negli stessi luoghi, negli stessi orari e con lo stesso approccio “da checklist” da spuntare a tutti i costi.
In altre parole l’overtourism, in certi luoghi, nasce anche dall’incapacità (o dalla mancanza di voglia) di creare un itinerario ragionato, capace di combinare i luoghi iconici con esperienze meno turistiche. Attenzione, non sto dicendo di evitare i grandi classici, ma viverli con scelte consapevoli: scegliete orari alternativi, integrate quartieri meno frequentati, spostandovi a piedi o in bicicletta invece che stiparvi sugli autobus (specialmente se non avete chiaro come funziona il sistema dei trasporti di Kyoto!).
E’ indubbio che il boom turistico porta benefici, ma come avrete capito ha anche un prezzo: Kyoto e Nara non sono solo souvenir e scenari perfetti, ma comunità vive, con animali che soffrono e rischi concreti per la salute ambientale e umana. Quindi? Quindi rispettare le regole e mantenere le distanze non significa avere paura, ma dimostrare rispetto. Un itinerario consapevole non è un sacrificio, è un miglioramento per tutti.





