Se c’è una cosa che gli yōkai giapponesi sanno fare bene, è trasformare le paure più strane e nascoste dell’essere umano in autentici incubi folkloristici. Il Byōbu nozoki (屏風のぞき) ne è l’esempio perfetto: un inquietante maniaco (si, avete letto bene!) che passa il tempo a sbirciare, le persone che amoreggiano, oltre i paraventi delle antiche case giapponesi. Letteralmente.
Questo “spiritello” compare nel Konjaku hyakki shūi, celebre raccolta illustrata pubblicata nel 1781 da Toriyama Sekien, l’uomo che praticamente ha dato una forma “ufficiale” a buona parte degli yōkai moderni. Di fatto il Byōbu nozoki sembra uscito direttamente da una paranoia notturna, dopo aver visto muoversi qualcosa dietro un separé.
Fisicamente è alto, magrissimo, pallido, con capelli lunghi e neri e quell’aria da creatura che decisamente nessuno vorrebbe trovare in camera propria alle tre di notte, mentre si è intenti in attività che richiederebbero privacy. La sua abilità? Sporgersi sopra i byōbu, i classici paraventi pieghevoli giapponesi, proprio per osservare le persone, nel buio della notte, senza essere notato. Secondo le descrizioni legate a Sekien, sarebbe abbastanza alto da guardare oltre un paravento alto circa 4 shaku, ovvero due metri. Quindi come avrete capito, per lui non esiste privacy che tenga.

Come spesso accade con Sekien, non è chiarissimo se il Byōbu nozoki nasca da una leggenda vera o da una, potremmo definirla effettivamente, “trollata” artistica dell’autore. Alcuni studiosi collegano infatti lo yōkai a un episodio storico cinese in cui l’imperatore Qin Shi Huang fu costretto a scavalcare un grande paravento per sfuggire ad un attentato. Sekien avrebbe preso quella scena e deciso che ci sarebbe stato bene uno yōkai, ma non uno qualsiasi, uno depravato e guardone!
C’è poi l’interpretazione ancora più disturbante: il Byōbu nozoki sarebbe uno tsukumogami (un po’ come il Chōchin-Obake, ricordate?), cioè un oggetto antico che dopo molti anni sviluppa uno spirito proprio. In pratica il paravento, dopo aver assistito per decenni a litigi, complotti, drammi familiari e probabilmente anche situazioni decisamente molto più imbarazzanti, avrebbe deciso di vendicarsi diventando lui stesso uno spione soprannaturale. Cos’altro aggiungere? Non è lo yōkai più potente del folklore giapponese. Non distrugge villaggi, non maledice dinastie e non divora esseri umani. Una cosa però la fa molto bene, riesce a trasmettere un disagio molto specifico: quello di sentirsi osservati in casa propria. E onestamente vi dirò la verità, basta e avanza senza altri poteri!
Immagine di copertina: Byōbu nozoki, illustrazione di Matthew Meyer (yokai.com)





